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ULTIMI AGGIORNAMENTI

Questioni e pronunce giurisprudenziali

DANNI DA VACCINO ANTI-COVID: ARRIVA L’INDENNIZZO

Nell’ultimo decreto “Sostegni ter” (D.L. 27 gennaio 2022 , n. 4) il Governo ha stanziato 150 milioni di euro per gli indennizzi in favore delle persone che dovessero subire dei danni dalla somministrazione del vaccino anti-Covid.
La legge n. 210/1992, all’art. 1, già prevedeva il riconoscimento di un indennizzo in favore di chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica.
Il nuovo decreto “Sostegni ter”,  inserisce alla suddetta legge un nuovo articolo secondo cui l’indennizzo spetta anche a coloro che abbiano riportato lesioni o infermità a causa della vaccinazione anti Sars-CoV2 raccomandata dall’autorità sanitaria italiana.



ILLEGITTIMITÀ DELL'ANATOCISMO NEL CONTRATTO DI CONTO CORRENTE

In tema di disciplina delle clausole anatocistiche, rispetto alle quali consolidata giurisprudenza di legittimità ne ha affermato la nullità, in quanto non fondate su di un uso normativo, ritenendole in contrasto con la norma cogente di cui all'art. 1283 c.c., è di rilevante interesse la recente pronuncia della Corte di Cassazione n. 4321/2022.
A tal proposito, si legge nelle ragioni della richiamata decisione che l'indicazione, nel contratto di conto corrente, “di un tasso annuo effettivo dell'interesse creditore corrispondente a quello nominale (e cioè di un tasso annuo dell'interesse capitalizzato coincidente con quello non capitalizzato) rende per un verso priva di contenuto la clausola anatocistica riferita agli interessi attivi - giacché sconfessa, nei fatti...



MALATTIE PROFESSIONALI: PROVA NESSO DI CAUSALITA'

In tema di malattie professionali, ai fini della prova del nesso di causalità, rileva la distinzione tra le malattie comprese nelle tabelle e quelle ivi non comprese.
Lo ha precisato la Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 39751/2021, ribadendo il principio ormai consolidato secondo cui “l'inclusione nella tabella sia della lavorazione svolta che della malattia contratta (purché insorta entro il periodo massimo d'indennizzabilità eventualmente previsto) comporta l'applicazione della presunzione di eziologia professionale della patologia sofferta dall'assicurato”.



PRELIEVI SU CONTO CORRENTE NON AUTORIZZATI: RESPONSABILITA' DELLA BANCA

In caso di prelievi su conto conto corrente non autorizzati si configura la responsabilità della banca.
A chiarirlo è l'ordinanza n. 9721/2020 della Corte di Cassazione, secondo cui la banca deve pertanto fornire la prova della riconducibilità dell'operazione al cliente.
In altre parole, l'onere di dimostrare che l'operazione, posta in essere illecitamente dal terzo, è stata comunque effettuata correttamente e che non v'è stata anomalia che abbia consentito la fraudolenta operazione, grava esclusivamente sulla banca.



RESPONSABILITÀ DEL MEDICO DEL PRONTO SOCCORSO PER OMESSO APPROFONDIMENTO DELLE CONDIZIONI DEL PAZIENTE

La Corte di Cassazione, Sez. Penale, con la sentenza n. 45602/2021 ha affermato la responsabilità del medico del Pronto Soccorso per omesso approfondimento delle condizioni del paziente.
Preliminarmente, ha chiarito che per l'esistenza del nesso causale, in base al disposto degli artt. 40 e 41 cod. pen., occorrono due elementi: il primo, positivo, secondo il quale la condotta umana deve aver posto una condizione dell'evento; il secondo, negativo, per cui il risultato non deve essere conseguenza dell'intervento di fattori eccezionali.
Pertanto, per la soluzione del caso sottoposto al suo esame, ha statuito che “a fronte della possibilità di una diagnosi differenziale non ancora risolta, costituisce obbligo del medico al quale sia stato sottoposto il caso compiere gli approfondimenti diagnostici necessari per accertare quale sia l'effettiva patologia che affligge il paziente e adeguare le terapie in corso a queste plurime possibilità”.



RINUNCIA ALL'EREDITÀ: IL CHIAMATO DEVE REDIGERE L'INVENTARIO

In caso di rinuncia all'eredità, il chiamato in possesso dei beni del de cuius è tenuto a redigere l'inventario?
Sul punto, è intervenuta la Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 36080/2021 che, cassando la sentenza impugnata, accoglieva il ricorso proposto dall'Agenzia delle Entrate nei confronti degli eredi di un contribuente deceduto.
In particolare, per la soluzione del caso i giudici di legittimità facevano riferimento all'art. 485 cod. civ., secondo  cui “il  chiamato all'eredità, quando a qualsiasi titolo è nel possesso di beni ereditari, deve fare l'inventario entro tre mesi dal giorno dell'apertura della successione o della notizia della devoluta eredità. Se entro questo termine lo ha cominciato ma non è stato in grado di completarlo, può ottenere dal tribunale del luogo in cui si è aperta la successione una proroga che, salvo gravi circostanze, non deve eccedere i tre mesi. Trascorso tale termine senza che l'inventario sia stato compiuto, il chiamato all'eredità è considerato erede puro e semplice”.



NULLITÀ DEL MUTUO PER IL MANCATO RISPETTO DEL LIMITE DI FINANZIABILITÀ

In ordine alla nullità del mutuo per il mancato rispetto del limite di cui all'art. 38 TUB, il Tribunale di Ancona con la sentenza n. 1232/2021 ha avuto modo di richiamare il principio ormai pacifico in giurisprudenza.
Nello specifico, le varie decisioni di legittimità hanno ripetutamente affermato che il rispetto del limite di finanziabilità è una norma imperativa di ordine pubblico, la cui violazione determina la nullità integrale del contratto in quanto norma posta a presidio di diritti indisponibili sottesi a superiori interessi pubblici, finalizzati a stimolare la mobilizzazione della proprietà immobiliare e ad agevolare le attività imprenditoriali.



MOBBING: GLI ELEMENTI IDENTIFICATIVI

Quando si parla di “mobbing” occorre verificare la sussistenza di determinati elementi identificativi, sui quali – ancora una volta - si è espressa la Corte di Cassazione.
Come chiarito dai giudici di legittimità con l'ordinanza n. 38123/2021 del 02/12/2021, infatti, ai fini della configurabilità del mobbing devono ricorrere le seguenti condizioni:
-) una serie di comportamenti di carattere persecutori (illeciti, o anche leciti se considerati singolarmente) che, con intento vessatorio, siano posti in essere contro la vittima in modo miratamente sistematico e prolungato nel tempo, direttamente da parte del datore di lavoro o di un suo preposto o anche da parte di altri dipendenti, sottoposti al potere direttivo dei primi;



VENDITA DI BENI: IN VIGORE LE MODIFICHE AL CODICE DEL CONSUMO

Dal 1° gennaio 2022 entreranno in vigore le rilevanti modifiche in materia di vendita di beni introdotte al Codice del Consumo (D.Lgs. n. 206/2005) dal D.Lgs. n. 170/2021.
In particolare, vengono disciplinati taluni aspetti dei contratti di vendita conclusi tra consumatore e venditore fra i quali la conformità dei beni al contratto, i rimedi in caso di difetto di conformità, le modalità di esercizio di tali rimedi e le garanzie convenzionali.
Tra le varie definizioni contenute nel suddetto testo legislativo vi sono quella di “produttore”, intendendosi per tale il fabbricante di un bene, l'importatore di un bene nel territorio dell'Unione o qualsiasi altra persona che si presenta come produttore apponendo sul bene il suo nome, marchio o altro segno distintivo, e quella di “bene” che comprende “1) qualsiasi bene mobile


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